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Nel 1839, il fisico francese Alexandre-Edmond Bécquerel notò che due piastre di platino immerse in acido diluito producono tensione se esposte al sole: senza saperlo, aveva scoperto come trasformare in energia i raggi del Sole. Solo 50 anni dopo, l'inventore statunitense Charles Fritz produsse una cella solare di 30 centimetri quadrati a base di selenio. Solo nel 1905, però, si riuscì a dare un'interpretazione scientifica a questo fenomeno: Albert Einstein, infatti, pubblicò la sua teoria sull'effetto fotoelettrico che gli fece conquistare il premio Nobel. Non passò molto tempo, e nel 1953 arrivò la prima applicazione pratica della nuova tecnologia fotovoltaica: una cella di 2x2 cm con cui furono generati 5 milliwat sperimentata nei laboratori Bell Telephones nel New Jersey. L'anno dopo il New York Times parlò dell'inizio «di una nuova era» e nel 1958 il satellite spaziale Vanguard 1 venne dotato di un pannello solare per alimentare un trasmettitore radio. Nel 1963, la Sharp commercializzò i primi moduli fotovoltaici. Era iniziata l'era dell'energia fotovoltaica. |